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► La Visita pastorale del Cardinale Giovanni Battista Montini a Laorca - 1959
Dalle note del Diario di Mons. Diego Venini, Arcivescovo varennese, ma da 30 anni in Vaticano rilevo queste informazioni: “in seguito al vuoto creatosi con la morte del Card. Schuster, il S. Padre Pio XII, in data 3 novembre, nei Primi Vesperi di San Carlo nomina Arcivescovo di Milano S.E. Mgr. Giovanni Battista Montini. Il 12 dicembre, essendo Pio XII, che voleva consacrarlo Vescovo, a letto con l’influenza, Mons. Montini viene Consacrato dal Card. Eugenio Tisserant e concosacranti furono il Vescovo di Brescia, milanese, Mgr. Giacinto Tredici ed il Vicario Generale di Milano, Mgr. Domenico Bernareggi. “Mgr. G.B. Montini fa il suo ingresso in Milano il pomeriggio del sei Gennaio 1955, festa della Epifania del Signore...ma quant’acqua e quanta gente!...un discorso bello, completo e forse un pò lungo! Che il Signore benedica l’opera sua". Monsignor Montini venne proclamato Cardinale da Papa Giovanni XXIII il 15 dicembre 1958, a soli due mesi dalla sua elezione al soglio pontificio. Fatta questa doverosa premessa per segnare i passaggi da Schuster a Montini, raccolgo qui le note trovate fino ad oggi: Indizione della Visita pastorale (per riassunto): § l’Arcivescovo compirà la sua Visita pastorale Domenica, 6 settembre alle ore 7.00 § il Parroco é pregato di passare dal Vicario di Lecco per ritirare il questionario § qualche settimana precedente la Visita, il Parroco passi in Arcivescovado per consegnare il questionario compilato e prendere i debiti accordi il delegato Can. Pietro Borella Milano 10 giugno 1959
PARROCCHIA DEI SS. PIETRO E PAOLO Avvisi in preparazione alla S. Cresima
1) PER LA S. CRESIMA : I bambini e le bambine devono aver compiuto il sesto anno di età. 2) Sono richieste almeno tre settimane di Catechismo in preparazione. 3) Non sono ammessi bambini e bambine di altre Parrocchie. 4) L'Arcivescovo proibisce di fare spese esagerate per il vestito. 5) I bambini e le bambine devono essere completamente coperti. 6) Le bambine devono portare il velo. 7) Le Medaglie ed i Nastri si ritirano dal Sig. Parroco. 8) PER I PADRINI E LE MADRINE; Devono sapere la Dottrina, devono avere una competente istruzione catechistica. 9) Non devono appartenere ad associazioni od a partiti condannati dalla Chiesa. 1O) Non devono avere a proprio carico alcuna macchia disonorante! 11) Non possono coloro che non fanno Pasqua. 12) I Padrini e le Madrine provenienti da altre Parrocchie devono portare un attestato di buona condotta rilasciato dal loro Parroco. 13) IN PARROCCHIA E NEL RIONE: Sono da evitarsi apparati straordinari o luminarie sia della Chiesa che del paese per evitare spese. 14) IMPORTANTE ! I fotografi non devono disturbare le funzioni che si compiono. Il Parroco [Nota a commento: balza evidente dal testo tutta l’autorità del Parroco che fa dire all’Arcivescovo ciò che nella sua naturale inclinazione e nella sua finezza non avrebbe mai pronunciato. È certamente un testo che fotografa esattamente il pugno fermo dei Parroci di quegli anni. Se risorgessero, saremmo tutti mandati al rogo! Non trascuriamo il fatto che Don Luigi Invernizzi era un valsassinese.]
Dopo il triduo di preparazione, con S. Messa, predica, canto del "Veni Creator" e confessioni generali, seguono: Avvisi per domenica 06 settembre 1959
Ore 5,45 Prima S.Messa a MALAVEDO
Ore 7 Ricevimento di S.Em. il Cardinale sulla strada Provinciale - Via M.Ortigara . Processione alla Chiesa S.Messa dell’Arcivescovo con S. Comunione Generale Esequie da morto (sarebbe stato meglio dire “suffragio dei defunti”) Esame di Dottrina e S.Cresima Ore 9.30 - Udienze in Casa Parrocchiale Partenza di S.Em. il Cardinale da Laorca
Ore 10 - S.Mesaa a LAORCA
Ore 11.30 - Ultima S.Messa a MALAVEDO
Nota: Già il Cardinale Schuster aveva preso l’iniziativa di far scrivere sul quotidiano cattolico di allora “L’Italia” gli aspetti storici della Parrocchia da visitare. La prassi viene ripresa anche dal Card. Giambattista Montini che però preferisce il taglio pastorale e sociale della situazione come si può desumere dalla lettura seguente: dall’ «Avvenire d’Italia», quotidiano cattolico:
Seguendo la Visita pastorale INCHIESTA IN DIOCESILAORCA Strada pericolosaIl rombo dei motori da tempo ha messo addosso ai laorchesi un certo nervosismo. Che Laorca fosse in passato un paesino calmo e silenzioso, accomunato alla gran pace che regna sopra i monti di Lecco, è un fatto indubitato, come ci attestano le cronache di sapore bucolico. Da quando, però, i nomi di famose località turistiche hanno cominciato ad assumere sulla carta caratteri più grossi, la pace dei laorchesi è stata fortemente turbata. Ma se è difficile vivere con i nervi tesi per il frastuono, molto più difficile è vivere in continuo stato di pericolo per la propria incolumità. Alludiamo alla Provinciale, che a Laorca si restringe talmente da formare una specie di strozzatura, che — a voler sostenere una cosa, lecita — non solo la strada non dovrebbe sopportare — soprattutto alla domenica - il passaggio di colonne interminabili di macchine, ma neanche quello di una modesta carrozza, tirata da un cavallo mansueto. Le probabilità per i laorchesi di rimetterci ciascuno una gamba, persistono e aumentano di giorno in giorno, mentre diminuisce. perché non si pensa neanche ad alimentarla, la speranza di vedere risolto questo problema, Come al solito: e...stanno a guardare. Questi problemi sicuramente non esistevano in passato, quando il paese, al suo primo apparire poteva disporre di un gruppetto di sparute casupole, succedute alle capanne degli Orobi, antichi e forti abitatoti dei monti. Sfortunatamente siamo sprovvisti di documenti, che ci rivelino in qualche modo le vicende del paese, che, per quanto modesto, dovette sicuramente essere interessato agli avvenimenti che hanno dato volto alla storia della vicina Lecco. Per quanto concerne la storia religiosa sappiamo che la chiesa parrocchiale gode di una certa antichità. Essa fu ricostruita al tempi di S. Carlo e fu consacrata nel 1628 dal. Card. Federico Borromeo (ndr dato inesatto). Nella frazione di Malavedo sorge la chiesina di S. Antonio, nella quale si ammirano due pale d'altare, raffiguranti rispettivamente: S Antonio nel deserto. e la Madonna col Bambino. Laorca è diventata da tempo meta di numerosi immigrati. Questa scelta è data dal fatto che il paese offre lavoro nei suoi stabilimenti per minuterie metalliche, traffilenie, punterie, e reti di ogni genere. Abitualmente conta duemila e diciotto abitanti, cifra destinata ad aumentane, come testimonia il rapido sviluppo edilizio, che riceve grande impulso, soprattutto dall'iniziativa privata. Tuttavia nonostante il progressivo aumento delle costruzioni, l'esigenza di abitazioni si fa sentire ancora forte. Il Circolo A.C.L.I. Laorca ha rivelato — in questo ultimo decennio — uno spirito anche troppo andito in fatto di teorie moderne, sconfinando, spessa ai di là di ogni logica umana... Questo fatto è servito a Don Luigi Invernizzi come premessa alla sua azione pastorale, rivelatasi, in questo ultimo periodo, con tinte fortemente sociali, come dimostra la creazione del centro A.C.L.I. Dopo da sua elezione a carattere plebiscitario, che dimostrò a Don Invernizzi una vasta gamma di insospettate simpatie; il parroco si mise subito all'opera per dare un assetto definitivo alla chiesa, della quale rifece la facciata e rinnovò te suppellettili. Nel 1953 segui la costruzione dell'oratorio nuovo, il quale richiese ben ventidue milioni di spese. Quindi, fu la volta della costruzione della sede A.C.L.I., cui seguì il rifacimento del tetto della chiesa dei Morti (Oratorio di S. Giovani Battista). Due anni fa venne rifatto il concerto delle campane. Questa azione, puramente materiale, ma estremamente necessaria„ fu accompagnata da un'altra azione più intensa e profonda, quella cioè intesa a dare un assetto alle organizzazioni di A. C. e un profondo spirito cristiano ai militanti della varie associazioni:
L'incontro con l'ArcivescovoLa mattina di domenica, giorno 7 (n.d.r. 6 per la precisione) dopo aver rifatto i quattordici chilometri di strada, che la sera prima l'avevano condotto a Morterone, il Card. Arcivescovo giungeva a Laorca. Erano le sette e il freddo si faceva alquanto sentire. Accolto dal parroco e dal sindaco, il Card. Montini entrava in chiesa tra numerosa. folla. Rivolgendo il saluto ai fedeli — durante la S. Messa — Sua. Em. così si esprimeva: «Vengo a voi in forma ufficiale, cioè da vostro Vescovo e da vostro Padre. L'essere insieme, il sentire che siamo qualche cosa in Cristo, è cosa grande e bella. Non è un divertimento il trovarci qui tutti insieme non è neanche una cerimonia che stiamo celebrando, ma è un contatto con Cristo, con la salvezza eterna. Sono venuto per benedirvi tutti e per portare a voi la consolazione di appartenere alla Chiesa». A questo punto il Card. Montini passava alla spiegazione del Vangelo, per ricordare ai fedeli il grave dovere della vigilanza che incombe oggi sui cristiani. Due sono i motivi principali che obbligano i credenti a essere circospetti nell'ambiente in cui vivono. 1) La educazione moderna obbliga di più l’uomo a pensare; lo sviluppo culturale ha assunto proporzioni insospettate. Questo fenomeno obbliga il credente ad approfondire maggiormente la dottrina cristiana e a sviluppare in se stesso la capacità di vigilanza. 2) 2) Oggi circolano nel mondo molte idee tra loro contrastanti e che hanno la capacità di inoculare dei germi patogeni nelle menti meno preparate. I pericoli sono dappertutto; lo stesso mondo dell'arte e dello spettacolo nasconde mille insidie e mille pericoli. Non c'è nessuno che non sia innestato nel grande fenomeno del mondo moderno. La circolazione di questi errori e di questi pericoli deve far riflettere il cristiano e lo deve indurre a stare maggiormente unito alla Chiesa, la sola, unica depositarla delta. verità, che può contrastare ogni errore. «Fidatevi, pertanto — ha proseguito il Card. Montini —di questa grande Madre che è la Chiesa; fidatevi di questa Sapienza, che da secoli guida la civiltà. Siamo tentati di capogiri e di vertigini, perché tanti varino per il mondo annunciando cose mirabolanti, e non hanno il coraggio di dire di essere dei falsi profeti. Ma voi, se volete santificarvi e preservarvi dal male, date ascolto alla Chiesa ». «Sappiate che in queste parole — ha concluso il Card. Montini — ci sono i principii della salvezza. Siate discepoli di Cristo, gente che afferma con le parole e con le opere la vita cristiana nel mondo ».
GIOVANNI BATTISTA DEL TITOLO DEI SS. SILVESTRO E MARTINO Al MONTI CARDINALE MONTINI GRAN CANCELLIERE DELLA PONT. FACOLTA' TEOLOGICA MILANESE
DECRETO della Visita Pastorale compiuta nella Parrocchia di LAORCA il giorno 6 settembre 1959
L'aspetto, che la Parrocchia ora presenta, appare migliorato, in confronto di quello che aveva impensierito il nostro venerato Predecessore: merito del buon lavoro pastorale compiuto, che raccomandiamo allo zelo perseverante del Parroco e del Coadiutore, e che vediamo con piacere rivolto specialmente alla gioventù,
Milano, dal Palazzo Arcivescovile il 27 ottobre 1959
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