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► La terza Visita pastorale del Beato Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster a Laorca - 1942
Premessa: nel faldone destinato a raccogliere la documentazione sulle Visite pastorali degli Arcivescovi milanesi a Laorca si trova tutto ordinato fino al 1936. Delle Visite seguenti debbo informare che crolla la documentazione, a mio avviso, per i seguenti motivi: § si deve riconoscere che si era in tempo di guerra con tutti i condizionamenti del caso, funzionamento delle Poste, stampa documenti... § circa le Visite dei successori di Schuster vi si trova una raccolta maggiore di fotografie che di documenti; mancano le relazioni sullo stato della parrocchia richiesto ai Parroci e soprattutto mancano i decreti. C’è abbondanza di informazione dagli articoli di giornale oppure dal giornalino parrocchiale presentato negli anni sotto nomi diversi. Qualora si scoprisse qualche decreto relativo al caso, non mancheremo di completare la documentazione in atto.
La terza Visita pastorale del Beato Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster a Laorca – 1942
Indizione della Visita: Lo schema della informativa é identico a quello degli anni precedenti. Si informa che l’Arcivescovo passerà in Parrocchia il 03 giugno 1942 alle ore 15.30: Funzioni, Cresime, Dottrina 04 giugno 1942 alle ore 6.00 S. Messa. Si invita il Parroco a ritirare un solo questionario che poi dovrà essere riconsegnato in Segreteria dell’Arcivescovo prima della Visita.
14 aprile 1942 Can. Lanella Luigi
Note: le “vitte” e le medaglie della Cresima si acquistano presso il Rev.mo Vicario Foraneo. Per mancanza di carta, viene a mancare il questionario da rilasciare in Archivio parrocchiale. Non c’è pubblicazione dei decreti, ma solo un foglio a rotativa ad alcool come si usava in tempi di guerra di cui si riproduce il testo in questi termini:
Arcivescovado di MilanoNella congregazione della Pieve di Lecco celebrata nella Casa Prepositurale il dì 23 Giugno 1942. Conclusioni della nostra Terza Visita Pastorale abbiamo pubblicato quanto segue: 1. Dando una ben meritata lode al Rev.mo Monsignor Prevosto ed agli altri Rev.di Parroci per l’ottimo ordine e lieta fioritura in cui abbiamo trovato le diverse parrocchie, li esortiamo a fare, per dirla con Pio XI di santa memoria “ sempre e sempre meglio” per opporre alla corrente devastatrice del neo-paganesimo la diga delle varie organizzazioni parrocchiali. Le più recenti associazioni non debbono però prendere semplicemente il luogo e l’importanza delle più antiche e tanto benemerite, quali le Madri cristiane, le Figlie di Maria, i Luiggini, i Confratelli del Santissimo Sacramento. C’è posto per tutti nella casa di Dio!. 2. Quanto più presto si potrà, vengano muniti di serratura di sicurezza anche quei pochi Tabernacoli che ancora non l’hanno. 3. Ai termini del Sinodo, tutti i Sacerdoti depongano una copia valida e sigillata del loro testamento nella Cassa della Ven. Curia Arcivescovile per qualsiasi evenienza. Provvedano cautamente alle necessarie volture legali degli stabili ecclesiastici, che tuttora fossero loro intestati 4. L’acqua battesimale, oltre che a Pasqua, é da rinnovarsi altresì la Vigilia di Pentecoste, a norma delle Leggi liturgiche. 5. Siccome la bella istituzione tutta ambrosiana della santificazione dei pomeriggi dei giorni festivi tende sempre più a decadere, veggano i Revv. Parroci nella loro prudenza se non convenga adottare “ad experimentum” l’uso e l’orario del Catechismo del Santuario di Rho, che si fa per gli uomini particolarmente nelle ore verso il tramonto. Raccomandiamo del pari di non lasciare cadere la bella e antica consuetudine della processione eucaristica in ciascuna terza domenica del mese. Non occorre poi che esortiamo i Revv. Parroci a diffondere nelle loro Parrocchie il periodico eucaristico delle Confraternite “IL CENACOLO”. 6. Nelle attuali circostanze belliche, i Revv. Parroci facciano per tempo le provviste del vino genuino e pure della farina di frumento per le celebrazioni dell’Eucaristico Sacrificio. Dice infatti il proverbio: “ Chi fa da sé, fa per tre”. Più tardi riuscirà più difficile e meno sicuro il ricorso alle autorità comunali per il prelevamento di questi generi razionati.
Lecco 23 giugno 1942 + Ildefonso Card. Schuster
Dal Liber ChronicusIl Cardinale Arcivescovo giunge in Parrocchia, acclamatissimo, verso le ore 16. Viene ricevuto sulla via provinciale al punto dove in questa sbuca la via Spreafico. E’ presente un buon numero di Sacerdoti unitamente al Rev.mo Vicario Foraneo. Presentazione a S. Em. delle personalità locali; un corteo di confratelli del SS. Sacramento e di Uomini di A.C. accompagnano l’Arcivescovo alla Parrocchiale sulla cui piazza attende tutta la popolazione. Questa acclama e S. Em. benedice. Dalla cantoria un coro di fanciulli, accompagnato dal suono dell’organo esegue l’Ecce Sacerdos magnus. Inizio delle cerimonie di rito: Benedizione, saluto ai parrocchiani, motivazioni della Visita pastorale, esequie per i defunti, interrogazioni sulla Dottrina Cristiana ( per lo studio della quale il Cardinale ha una lusinghiera lode) e Benedizione con il SS. Sacramento impartita da S. Eminenza. La popolazione reclama dall’Arcivescovo la visita al Cimitero e l’Arcivescovo acconsente. Visita alla Chiesa di S. Giovanni Battista, visita alle Revv.de Suore di Maria Bambina (all’Asilo), visita al nuovo Oratorio di S. Antonio in Malavedo. S. Em. é accolto laggiù con evidentissima gioia dai fedeli raccolti in una chiesa rigurgitante e ad essi rivolge la sua paterna parola. Si dice contentissimo della nuova costruzione, aggiungendo che, pur sapendo che sarebbe stata bella, ma non poteva pensare che fosse bella così tanto. E aggiunge, fra la gioia comune, essere sua volontà di farne la solenne Consacrazione prima del termine della Visita nella Pieve. Rientra nella casa parrocchiale ove passa allo scrutinio dei Sacerdoti della Parrocchia. Cena. Alle 20.30 recita del S. Rosario, presente Sua Eminenza che nuovamente parla ai fedeli. Il S. Rosario, come da esortazione dell’Arcivescovo, é a beneficio dei soldati in guerra. Ore cinque, S. Messa celebrata da S. Eminenza durante la quale i fedeli fanno una comunione veramente generale. Nuovo fraterno sermoncino di S. Eminenza, paroledi esortazione al bene e di cordiale saluto. Ad ore 6.30, Sua Eminenza, attorniato dai Parrocchiani dà l’ultima sua benedizione ai parrocchiani che stanno attorno alla macchina che lo riporta a Milano. Quanti fra i parrocchiani non lo potranno rivedere in un altra visita? Il sei giugno, Sua Eminenza l’Arcivescovo comunica al Parroco che la consacrazione del nuovo Oratorio di Malavedo é fissata per il 16 – 17 giugno del corrente mese.
16 giugno, ore 18.45 giunge in Parrocchia per la Consacrazione del nuovo Oratorio di S. Antonio Abate, S. Eminenza il Cardinale Arcivescovo. Scende dall’auto in piazzetta S. Antonio e si avvia al nuovo Oratorio portando le reliquie dei martiri, attraverso due fitte ali di fedeli che rispettosamente acclamano. Viene ricevuto dai Sacerdoti locali ed altri preti delle parrocchie vicine. Deposte le reliquie sopra un altare allo scopo predisposto in Sacristia, rivolge fervide parole di incitamento al bene prendendo lo spunto dal dare una interpretazione alla denominazione di “Malavedo”. “Video mala”, dice: “dobbiamo pensare certamente alle ultime cose che ci attendono. Si recitano i salmi penitenziali, si fa la benedizione del sale, della cenere e del vino. Acclamatissimo, alle 19.30 sale alla casa parrocchiale per la cena, attardandosi nell’ultima parte del tragitto a benedire vari ammalati ed a confortare chi si mostrava bisognoso di sollievo. Al Parroco, osservante che oramai, atteso il beneficio grande della Chiesa consacranda e le disposizioni dei fedeli della frazione verso il meglio, é giusto mutare “Malavedo” in “Benevedo” risponde che ciò sta bene sotto molti aspetti. Il segretario della Visita, Don Terraneo, aggiunge di stendere nota della proposta sulla cronaca parrocchiale. Ad ore 20.30 i fedeli si raccolgono nella Parrocchia per la recita del S. Rosario e per la benedizione con il Santissimo. L’Arcivescovo, ai molti fedeli accorsi spiega alcune fra le belle cerimonie della prossima consacrazione. 17 giugno ad ore 3.30 precise l’Arcivescovo riprende le cerimonie della Consacrazione dell’Oratorio di S. Antonio. Il bel rito solenne si svolge con la viva attenzione dei fedeli accolti numerosissimi. La notte antecedente, fu notte di veglia e di preghiera attorno alle reliquie dei SS. Gervasio e Massimo, martiri e Mona Pontefice e Confessore dai Confratelli e Uomini di A.C. accorsi senza numero. Terminata la funzione di Consacrazione, l’Arcivescovo legge il Vangelo della solennità del giorno e ne fa breve spiegazione. Ad ore 5.30 riparte, per la ripresa della Visita pastorale in Pieve. Lascia il distintissimo incarico di celebrare la prima Messa al Parroco locale, cui segue un numero ragguardevole di S. Comunioni. I fedeli fanno ritorno alle loro case e riprendono le quotidiane fatiche con il cuore ridondante di santa allegrezza.
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