Le visite pastorali degli arcivescovi di Milano
a Laorca nell'ultimo secolo
dal Beato Card. Ferrari al Card. Dionigi Tettamanzi

a cura di don Lauro Consonni

 

Il periodo di mezzo tra le Visite pastorali del Beato Card. Andrea C. Ferrari (1918)
e del beato Card. Ildefonso Schuster (1930)

Il lungo intervallo di tempo durato quasi 12 anni ci obbliga a dare qualche spiegazione, che prendo da una fonte di prima mano quali furono i diari di Mons. Diego Venini di Varenna.

Alla morte del Card.Ferrari avvenuta il 2 febbraio del 1921, per cancro alla gola, il 22 maggio successivo veniva eletto Arcivescovo di Milano Mons. Achille Ratti, creato poi Cardinale nel giugno di quell’anno.

Il 22 gennaio del 1922,  di domenica, moriva Papa Benedetto XV.

Dai Diari di Mons. Diego Venini, nella mia pubblicazione del 2009 riprendo la successione dei fatti così:

“Achille Ratti viene eletto Sommo Pontefice con il nome di Pio XI. "Die VI februarii electus et die XII februarii coronatus".

In data 7 marzo, il S. Padre Pio XI nomina come Arcivescovo di Milano S. Ecc. Mgr. Eugenio Tosi, Vescovo di Andria, ma di origine milanese. Domenica, 23 luglio avviene l'ingresso del nuovo Arcivescovo; alla porta del Duomo ci sono due inviati del Papa, S. E. Mgr. Caccia Dominioni e Mgr. Diego Venini che gli porgono la Croce d'oro donata da Papa Ratti. È lo stesso Arci­vescovo che nella sua prima omelia annota questo particolare. L'Arcivescovo Eugenio Tosi viene nominato Cardinale l'11 dicembre del 22 insieme ad altri sette Vescovi.

Il Card.Angelo Dell’Acqua che, da giovane prete milanese era stato segretario di Tosi, in una commemorazione fatta a Busto Arsizio, città natale del Cardinale, il 12 gennaio 1969, illustrando gli aspetti sofferti e non sempre ben accolti della attività episcopale dell’Arcivescovo, disse:

“La bontà del Card.Tosi era una bontà condiscendente, che sapeva generosamente dimenticare le offese, pazientare, ben interpretare, mettere in risalto il lato buono di una persona; una bontà premurosa nel confortare e nell’incoraggiare... Pio XI agì saggiamente nell’inviare Tosi a Milano. I tempi erano particolarmente difficili: la dittatura si manifestava violenta. Se il Papa avesse mandato un arcivescovo di temperamento duro e non conciliativo, che si fosse opposto frontalmente alle autorità costituite, non so che cosa sarebbe accaduto. Il Card.Tosi, invece, con la sua bontà, senza nulla cedere di ciò che è fondamentale, seppe evitare il peggio, contenere i danni e contribuire notevolmente a diminuire la violenza dei tempi... Sotto alcuni aspetti, la non comune conoscenza che egli aveva dell’arcidiocesi nel foro interno (come confessore e padre di Rho) più che facilitargli gli rese oltremodo difficile il suo già gravoso compito. Inoltre, la malattia e la prolungata convalescenza, con una inevitabile riduzione del lavoro proprio agli inizi della sua attività pastorale, resero più pesante la sua missione. ”

In quel discorso, il Card.Dell’Acqua si soffermò anche sulla posizione del Card.Tosi circa la questione del nuovo seminario: “Egli non era entusiasta della scelta di Venegono, e di ciò non faceva mistero. Voleva il seminario non troppo lontano dall’episcopio. Diceva: “Va bene l’aria buona: ma se i seminaristi potessero avere più di frequente qualche bistecca alla milanese, allora si troverebbero a loro agio anche a Milano”.

Ma allorché l’abate Schuster, visitatore apostolico dei seminari ambrosiani, gli manifestò il favore di Pio XI per Venegono, l’arcivescovo si tolse lo zucchetto dicendo:

“Eccellenza, assicuri il Santo Padre che il seminario si costruirà a Venegono”. Papa Ratti, con la sua personalità forte e decisa procurò non poche sofferenze al suo successore.

Ai primi di gennaio del ’29 si mise a letto ed il 7  morì per “un improvviso schianto al cuore”.

Questa premessa serve a giustificare l’assenza di una Visita pastorale del Card. Tosi a Lecco ed in particolare a Laorca.

Sempre dai diari di Mons. Diego Venini si legge:

«Con biglietto in data 26 corrente (Giugno) l'Eminentissimo Cardinale Segretario di Stato dì Sua Santità, annunciava al Reverendissimo Padre Ildefonso Schuster, Abate Ordinario di S. Paolo fuori le Mura, che il Santo Padre lo aveva nominato alla già sua Sede Arcivescovile di Milano ed in pari tempo gli comunicava che la stessa Santità Sua lo eleverà alla Sacra Porpora nel prossimo Concistoro segreto che avrà luogo il giorno 15 luglio, gli imporrà il cappello nel Concistoro pubblico del 18 e gli conferirà la Consacrazione Episcopale nella seguente domenica 21 luglio».

Con questo telegramma che già nella successione delle date indica il modo di intervenire di Pio XI nella vita della Diocesi, Milano ha il suo nuovo Arcivescovo; era proprio quel Visitatore Apostolico che tre anni prima, su mandato del Papa, era venuto a mettere a posto le cose. L'ingresso solenne dell'Arcivescovo viene fissato per l'8 settembre del '29.

 

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