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► Le visite pastorali del Beato Andrea Carlo Card. FerrariArcivescovo a Milano dal 1894 al 1921 Il santo arcivescovo, morto per un cancro alla gola, era giunto a Milano dalla sede di Como ed era stato accolto male dalla borghesia milanese, perché non proveniva da famiglia nobile, ed ebbe non poco a soffrire anche per via di Roma, che lo sospettava di aderire alla nuova teoria del “modernismo”. Ma era un Vescovo secondo il cuore di Dio e lasciò nella nostra Diocesi una traccia indelebile della sua passione pastorale. Fece visita a Laorca in tre circostanze, precisamente: - il 14 e 15 ottobre 1897 - l’11 ottobre 1907 - il 9 ottobre 1912 Prima Visita Pastorale (14 – 15 ottobre 1897)Di questa presenza purtroppo ci rimane solo il verbale firmato dall’arcivescovo in Milano il 6 dicembre 1897. La cartelletta porta anche la dizione “questionario” che però é andato perso. Si notano alcune indicazioni marginali come l’abolizione delle maniche rosse ai camici, ma poi seguono “le raccomandazioni pastorali in queste tre cose: § l’istituzione delle Figlie di Maria e dei Luigini § l’istituzione del Comitato parrocchiale § l’ampliamento della Chiesa, troppo angusta in confronto della popolazione che é pur tanto buona. Il liber chronicus riporta un ritaglio di giornale, recuperato da Temistocle Meles, che descrive il succedersi dei fatti di cui fornisco le note più significative: “... L’arcivescovo veniva da Rancio accompagnato dal corpo corale del posto e dal corpo musicale di S. Giovanni... visitava l’Oratorio di Malavedo... poi al crocivio con la strada provinciale, sotto un arco di trionfo, veniva accolto dall’On. Sig. Sindaco e dalla Giunta Municipale; si proseguiva sullo stradone accompagnato dalla banda di S. Giovanni tra folgoreggianti fuochi di bengala, sparo di mortaretti, canti delle litanie verso la Chiesa parrocchiale ridotta (sic!!!) ad un vero Paradiso. L’arcivescovo, fatta l’adorazione del SS. Sacramento, saliva al pulpito e rivolse la parola al popolo veramente desideroso di udirla da sì caro ed amato Padre. Terminata la predica, il Cardinale volle visitare il Cimitero... la strada era illuminata a giorno (siamo nel 1897!) e tutta adorna di sandaline, archi di verdura e improvvisati giochi d’acqua. Le grotte erano illuminate da una illuminazione fantastica... Il Cardinale, in Cimitero, ricordò al popolo quanto sia salutare il suffragio dei defunti, e visitata l’antica Chiesa parrocchiale (S. Giovanni Battista), discese in parrocchia per la Benedizione Eucaristica. Il giorno seguente il Venerando presule celebrò la Messa alle 7 facendo la Comunione a più di 600 persone e tenne, in seguito, verso le 10 la S. Cresima con due parole ai Cresimandi. Dopo pranzo fece l’istruzione cristiana ai giovanetti, attorniato da una stipata folla di popolo... Data la Benedizione con il SS. Sacramento si avviò ancora processionalmente verso la parrocchia di Ballabio accompagnato ancora dallo sparo di un buon numero di mortaretti. In quel giorno gli industriali chiusero i loro edifici concedendo ampia libertà ai loro operai e dipendenti...”
Seconda Visita Pastorale (11 ottobre 1907) Di questa abbiamo sia il questionario che il decreto, con abbondanza di informazioni. Il questionario A. Chiese: SS. Apostoli Pietro e Paolo - S. Giovanni Battista e S. Antonio Abate a Malavedo B. Il Clero: § Don Roberto Gilardi, Parroco, n. a Lecco nel 1869, ordinato prete nel 1893 e giunto a Laorca dopo aver fatto il Coadiutore prima a Maggianico e poi a Castello; é stato anche missionario presso la colonia italiana a Metz in Lorena § Galliani Don Giovanni, nato a Lesmo nel 1873; fatti i primi studi presso i Salesiani di Torino, frequentò il Liceo presso il Seminario di Monza e gli studi teologici a Milano; coadiutore § Figini Don Carlo, prof. di teologia presso il Collegio Volta di Lecco, interviene tutti i giorni festivi per la celebrazione della Messa nell’Oratorio di Malavedo. Nota: Mons. Figini é stato il fondatore della nostra Facoltà Teologica di Milano C. Il popolo: § Comportamenti immorali: ubriachezza e diserzione dalla Parrocchia, in estate, per divertimento – circola qualche giornale cattivo, ma in privato § Partecipazione all’Eucaristia: discreta alla domenica, poco nei giorni feriali; 7.000 Comunioni l’anno; una ottantina non fanno Pasqua § Dottrina cristiana: alla domenica pomeriggio con il Vespero e, terminato il Magnificat, istruzione dal pulpito con i fanciulli divisi per classe; scarsa la frequenza degli adulti § La preparazione alla Prima Comunione per 30 giorni e la celebrazione dopo la solennità di S. Luigi § La dottrina nelle scuole: non si insegna dal Sacerdote, ma dalle Maestre: non ci é concesso. Si supplisce con il catechismo tutti i giovedì dell’anno e con il catechismo nei 30 giorni prima della Comunione § La predicazione: solo alla Messa delle 9 d’estate e alle 10 d’inverno; alle altre due Messe letto solo un breve pensiero. Una predicazione speciale si tiene in Avvento tutte le domeniche ed in Quaresima, il venerdì e la domenica. Le Sante Quarantore, alla terza di ottobre e le ultime Missioni al popolo nel 1904 § Celebrazioni straordinarie: il sabato santo si benedice il fonte battesimale, la processione eucaristica ogni terza domenica del mese, le confessioni straordinarie a Pasqua e per la Prima Comunione dei fanciulli. Ci sono altre feste come quelle dei SS. Patroni, la Dedicazione della Chiesa e la Madonna del Carmine alla terza di luglio § Provvedimenti da prendere: meno intemperanze nel bere, maggiore frequenza alla messa d’estate e togliere le servitù (leggi: pagare la tassa per sedersi in chiesa) alle panchette e relative sedie che deturpano la santità del tempio § La popolazione é prevalentemente operaia e vi si lavora anche di notte e nei giorni festivi. Gli industriali presenti sul territorio sono: Bonaiti, Gerosa, Redaelli, Falck, Bolis, Wiesemann, Helbing, Nussli, Spreafico § Sacerdoti nativi di Laorca: Don Abele Meles, Don Luigi Barone, Don Ernesto Gerosa § Chierici in Seminario: Giovanni Annovazzi e De Battisti Casimiro.
Decreto della Visita dato a Milano il 18 ottobre 1907 § Per la Chiesa parrocchiale: si metta il capocielo sopra l’altare maggior; all’altare della Madonna si tolga la reliquia e vi si metta il Crocifisso; al battistero si tolga l’immagine della Madonna § Raccomandazioni al Sig. Curato: § istituire le Pie Unioni dei Luigini e delle Figlie di Maria § riordinare le classi della Dottrina Cristiana, almeno a partire dalle donne § recarsi in aula per il catechismo, avvalendosi del Coadiutore § procurare un po’ di Oratorio festivo, specie per i figliuoli § sia tolto l’abuso di non ascoltare le Confessioni prima o in tempo di Messa o del Rosario. Deve essere libero a tutti i fedeli di fare la Confessione in tutte le ore nella quali la Chiesa é aperta. § lodiamo il Parroco di aver procurato la S. Messa a Malavedo, ma vi si metta un confessionale per comodo di quei fedeli ed ordiniamo pure alle Messe di distribuire la S. Comunione a quanti la domandano. Anche nei giorni feriali, quando non credesse di recarsi a Malavedo per celebrare la S. Messa, sia libero il Coadiutore di recarsi almeno alcuni giorni, quando non sarà impedito da prestazioni alla Chiesa parrocchiale
Terza Visita pastorale (9 ottobre 1912) Il questionario A. Chiese: - SS. Apostoli Pietro e Paolo con tre altari: centrale, a sinistra dedicato alla Madonna del Carmine, con statua in legno scolpita da Francesco Martiner di Ortisei (1917). La vecchia statua é stata posta nella Chiesa del Cimitero. Edificata alla fine del XVI secolo, con aggiunta del Coro nel 1867 e della grandiosa Sacristia nel 1875. Costruito il campanile nel 1895. Fu consacrata il 12 luglio 1825 da Mons. Francesco M. Abbiate, Vescovo di Bobbio. È capace di 800 persone [esagerato !] - S. Giovanni Battista é la vecchia Chiesa parrocchiale - S. Antonio Abate a Malavedo con un quadro artistico di S. Antonio - Non possiede cespiti liberi di entrata, ma solo 8 cartelle del D.P.; unica rendita sono le elemosine che a stento sopperiscono, non sempre, ai bisogni della Chiesa. B. Il Clero: § Don Roberto Gilardi, Parroco dal 1906 § Don Raineri Broggi, Coadiutore dal 1909 § Don Giacomo Caldara, approvato ad annum e viene per la Messa festiva C. Il popolo: · Dottrina cristiana: si fa tutte le Domeniche dal Parroco, dal coadiutore, dai maestri e maestre nella Chiesa parrocchiale e da apposite maestre nell’Oratorio di S. G. Battista. · Per le scuole si escogitano tutti i mezzi, ma non é possibile; si supplisce al giovedì e quotidianamente dal principio di maggio fino alla fine di giugno; non si fa la festa della Dottrina cristiana con esame pubblico o gara catechistica. · L’Oratorio si tiene a Rancio avendo lasciato in eredità locali appositi il testatore Mazzocconi ed é frequentato più dai figlioli che dalle figliole. · Omelie alla Messa: la domenica si tiene l’Omelia alla Messa parrocchiale ed alle altre Messe un breve discorso. C’è una predicazione straordinaria in Avvento ed in Quaresima il venerdì, la domenica e nella Settimana Santa. Si tengono le SS. Quarantore. Le ultime Missioni al popolo si tennero nel 1909. · Sacramenti: per il Battesimo c’è qualche caso in ritardo di 10/15 giorni. Le ostie sono sotto il controllo del Parroco ed il vino lo si compra cumulativamente con la fabbriceria di Lecco. Le particole si rinnovano ogni 15 giorni. L’ammissione dei fanciulli alla Comunione segue le norme dettate dalla S. Sede. I confessori straordinari sono presenti alle SS. Quarantore, a Pasqua, alla festa della Madonna del Carmine e per la festa di S. Luigi. I sacramenti agli infermi ogni due mesi e gli sposi si accostano ai Sacramenti. · Del Culto divino: le SS. Messe della domenica sono alle 5.30 – 7.00 e 9.30 in inverno; alle 6.00, alle 8.00 ed alle 10.00 in estate. I Vesperi si cantano ogni domenica da ottobre a giugno e non negli altri mesi per scarso concorso di popolo. Si celebrano le SS. Quarantore, i primi venerdì del mese, le novene del S. Natale, del S. Patrono, dei Morti. Ogni giorno si recitano il S. Rosario e le preghiere della sera, mentre nel mese di maggio, all’altare della Madonna, Rosario, litanie in canti e benedizione con la reliquia. Il canto corale é un po’ deficiente (sic!). Le litanie maggiori e minori con scarso concorso di popolo. Molto sentita la devozione per i morti ed il Cimitero é molto frequentato. L’Ufficio generale si celebra in novembre ed in luglio. La cassa dei morti é tenuta dal parroco ed ora sono sospese le intenzioni per una lite insorta tra gli eredi di don Invernizzi e l’attuale fabbriceria. Le raccolte di elemosine in determinati tempi sono per: la Terra Santa, l’Obolo di S. Pietro, i Chierici Poveri, la liberazione degli schiavi, la Propagazione della Fede e la S. Infanzia. · Del popolo: frequenta abbastanza regolarmente la Messa e rispetta il riposo festivo; meno da maggio a settembre. Sono lontani dalla Chiesa una cinquantina di persone ed una settantina non fanno la Comunione pasquale. In un anno si fanno 16.000 Comunioni, mentre nei giorni feriali sono una trentina. Non ci sono funerali civili e bambini non battezzati. Non c’è molta cura dei genitori nell’educare cristianamente la prole o nel mandarli al catechismo. Abbiamo una cinquantina di nascite all’anno; rari gli illegittimi. Il vizio più diffuso é l’ubriachezza; qualche festa da ballo, ma poco o nulla frequentata. Vi sono discordie politiche. Non ci sono degli irreligiosi; al più qualche conferenziere sulla strada, pochissimo ascoltato. Qualche piccola società di sport, pochissimo o nulla frequentata. I giornali sono quelli soliti da Milano e da Lecco. Esiste qualche biblioteca non troppo castigata, ma in paese ne abbiamo due, una della “Buona Lettura” tenuta dal Coadiutore e l’altra parrocchiale, della quale se ne servono tutti gratis. Arrivano 100 copie del “Resegone”, alcune del quotidiano “Italia” o del “Pro Famiglia”. · Lavoro: gli operai e operaie sono circa mille con sette opifici; pochissimi della classe agricola: una dozzina circa. Solo una ventina escono dalla parrocchia per andare altrove a lavorare e due o tre famiglie sono emigrate in America. · Provvedimenti: maggior frequenza al Catechismo dei figlioli e maggior premura dei genitori. Meno diserzione dalla Parrocchia nei mesi da maggio a settembre – moderazione nel bere – maggior frequenza alla Messa feriale, alla Comunione, al S. Rosario ed alla visita al SS. Sacramento.
Decreto della Visita dato a Milano il 9 ottobre 1912 · Si facciano inchieste più diligenti dei documenti che riguardano alcune Reliquie dei Santi non autenticate ed in caso negativo si mandino alla Ven. Curia. · È da deplorarsi la scarsa frequenza alla Dottrina Cristiana ed alla S. Comunione e confidiamo che il Sig. Curato vorrà raddoppiare le sue sollecitudini sia per l’una che per l’altra cosa. Nota bene: la seconda nota del decreto é molto dura nei riguardi del Parroco e non corrisponde alla relazione dello stesso. Anche allora c’era il gossip.
Quarta Visita pastorale del 9 ottobre 1918 Di questa, non abbiamo né il questionario, né il decreto per i motivi che subito appariranno evidenti. La visita avviene nei giorni 1/2 ottobre e l’Arcivescovo vi cresima 186 fanciulli. Durante il mese infierisce l’epidemia della “spagnola”. Si spera che il Signore, per l’intercessione dei nostri poveri e venerati morti la voglia tenere lontana. Però in 14 giorni miete 46 vittime. Una fra queste, quasi la prima, é il chierico di belle speranze, Gerosa Giuseppe, alunno del 4° corso ginnasiale presso il seminario di S. Pietro.
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