Laorca
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     PARROCCHIA SANTI PIETRO E PAOLO (fondata nel secolo XVII)

Via Santi Pietro e Paolo, 7 - 23900 Lecco

Tel. e fax: 0341 496113

Diocesi di Milano - Zona Pastorale III di Lecco – Decanato di Lecco

La Parrocchia di Laorca forma una Comunità Pastorale, denominata
"Beato Giovanni Mazzucconi e Beato Luigi Monza" con le Parrocchie di Rancio
e di San Giovanni in Lecco.

Abitanti in Parrocchia: 1553 nei due rioni di Laorca e Malavedo

   


   

 

(Da Per una storia di Laorca di don Lauro Consonni)

 

L’origine del nome

 

Sul nome “Laorca” mi pare di capire che l’interpretazione comune faccia riferimento ad un animale “Monstrum” > la Orca, che si rifugiasse nelle grotte sopra il paese. La fantasia popolare era facilmente portata a raccontare queste presenze  misteriose fuori dell’abitato.

Io vi troverei un’altra spiegazione più semplice e pratica proprio leggendo gli atti del ’500, dove il toponimo è scritto con due aspirate: “Horcha” > forca, come nella lingua spagnola, strumento agricolo. Anche Rancio deriva da Ranzo > ranza. Malavedo poi stava scritto così: Mal haver. Ogni commento è superfluo.

 

 

Come nasce la Parrocchia

 

Consultando l’anagrafe nasce spontanea una prima domanda: se il primo parroco è presente in Laorca a partire dal 1632, quale forma di assistenza spirituale veniva assicurata in precedenza? Ed ancora, quali sono le notizie certe di una qualche presenza di vita cristiana nel territorio della parrocchia?

Nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, databile tra il 1304 ed il 1311 si legge:

... in plebe Leuco... Lauorcha ecclesia sancti johannis baptistae (colonna 164 b).

Nella relazione fatta in occasione della visita del Card. Gabriele Sforza a Lecco l’8 luglio 1455 si descrive come sotto questa prepositura stanno le chiese del territorio, tra cui:

...Ecclesia Sancti Petri de Laurcha.

Mi pare di capire che la chiesa di S. Pietro fosse già eretta e funzionasse come chiesa di riferimento, senza che si parli di quella del cimitero.

San Carlo Borromeo visitò Lecco sia nel 1566 che nel 1583 e pur non avendo testimonianze dirette, posso presumere da alcune date certe della parrocchia di Varenna che potrebbe essere passato da Laorca nell’ottobre del ’66 perché a Varenna trovai scritto che

...arrivò nella sera del primo novembre, venendo da Esino.

La seconda volta, invece, fece il percorso inverso perché, venendo dalla Svizzera, allora diocesi di Milano, via lago, si fermò a Varenna il 5 agosto 1582 per poi proseguire per la Valsassina e quindi facendo tappa anche a Laorca.

Si tenga presente che la statale 36 è solo del 1821, come riporta una lapide in territorio di Varenna:

Francesco I, Cesare Augusto, ha aperto questa strada fra le spaccate rocce da Lecco fino alla sommità del lago e congiungendo così Milano con Chiavenna e Bormio.

L’unica strada era quella ancora oggi frequentata da tanti turisti e detta “Il sentiero del viandante”.

Se prendiamo San Carlo come modello di attenzione per i suoi fedeli dobbiamo tenere presente che egli si riservava le visite in città durante i periodi dell’Avvento e dalla Quaresima fino a Pentecoste. Quelle fuori Milano invece erano distribuite nel brevissimo periodo che va dall’Epifania alla Quaresima, solitamente verso la bassa milanese e più a lungo, da dopo Pentecoste fino all’Avvento, per le chiese alla estrema periferia della diocesi. Si tenga presente che il mezzo più veloce era la carrozza ed anche quella non era sempre adatta, come si legge nel processo di Canonizzazione; a Premana saliva

su per gli scoscesi, graffignandosi con le mani sì come van le capre su per i monti.

È da questa relazione in occasione della visita pastorale di S. Carlo che nei Decreti si notano questi particolari tra i redditi della prepositura di Lecco, come pare riferiti a Laorca:

... Cappella Curata della Orca sotto la Prepositura

Chiesa di S. Pietro, discosto da Lecco due miglia, consecrata

Chiesa di San Giovanni

Chiesa di S. Antonio consecrata verso l’altare

Il Cappelano Curato è messer prete de Minetti de Claro [Glarona?], Dominio de Elvetici

Scuola del Corpus Domini

Scuola di S. Pietro martire

Scuola della dottrina.

Fuoghi 77, anime 325. Anime da comunione 230. Provisioni 230 con la casa fornita. Si comprende tutta la cura sotto tre miglia, bel luogo.

Del curato poi si dice che:

... ha 54 anni. Mandato dal Vescovo Antonio da Melegnano, privo dei documenti per averli persi... compie le funzioni dal gennaio 1568. Predica nei giorni festivi, attende alla scuola della dottrina cristiana e ne capisce qualcosa. Per le cose sacre, poco. È idoneo per insegnare la dottrina cristiana. Abita nella casa di parenti e lo serve una sorella di 70 anni che ha in casa una figlia sposata. È ubbidiente. Ha una mano paralizzata e trema (Arch. Dioc. Sez. X, Pieve di Lecco).

Il cardinale Federico Borromeo avrebbe fatto due visite a Lecco: la prima nel 1605, di cui si dubita della sua effettuazione, e la seconda nel 1608, di cui si ha abbondanza di decreti.

Anche nella seconda visita il cardinale si è sentito male, per cui la seconda parte, quella sulla sponda occidentale del lago, venne effettuata dal visitatore Albergati. Dai decreti di questa visita si ricorda:

...la Chiesa vicecurata di S. Pietro in loco Laurcae

la Chiesa semplice di S. Antonio in località Malaverio sotto i confini di Laorca.

La Chiesa semplice di S. Giovanni nei confini di Laorca.

Circa i decreti pubblicati dopo la visita dell’arcivescovo abbiamo una poderosa documentazione fatta da mons. Carlo Marcora nel 1979, a cura della Banca Popolare di Lecco e da cui ho preso le note più colorite e significative.

Lo stesso anno 1608 il giorno due di luglio, l’Ill.mo e Rev.mo Signor Cardinale visitò la Chiesa viceparrocchiale di Laorca, Pieve di Lecco e le Chiese di San Giovanni Crisostomo e di S. Antonio che sono entro i suoi confini.

Nel decreto si annota che molti venivano a confessarsi nelle chiese di Laorca, ma il vicecurato poteva assolvere solo i suoi, per cui il cardinale concede la facoltà di attendere alle confessioni di tutti, purché abbiano fatto la Pasqua con il proprio parroco. E questo era un modo per esercitare un controllo sui propri fedeli, durato fino a pochi decenni fa.

Si tralascia la descrizione della chiesa principale per registrare invece quanto viene detto sul vicecurato ed i fedeli...

 

LA CASA DEL VICEPARROCO

La casa del vice parroco è vicina alla Chiesa e distante da essa 10 passi. È divisa in vari locali: due inferiori e altrettanti superiori. Alla casa è unito un giardino, al quale si passa attraverso un ambiente sotterraneo, presso il quale  è costruita la cantina.

 

I REDDITI DEL BENEFICIO

Questo beneficio viceparrocchiale non ha beni terrieri, ne redditi fissi, ma gli abitanti sono tenuti a pagare al Rettore lire 360 ogni anno dai redditi dei Vicini come risulta dalla convenzione stipulata tra il Viceparroco e la popolazione.

 

LE USURPAZIONI

Nessun bene è mai stato usurpato.

 

IL RETTORE

Rettore di questa chiesa è prete Francesco Cof­fetti, sacerdote bresciano, del paese di Nigoline [BS], il quale, mentre era vacante questa chiesa per la par­tenza di prete Graziano Danelli che aveva ottenuto un altro beneficio, fu provvisto di essa per autorità ordinaria, il 25 Maggio 1601, come risulta dalle lettere di collazione e provvisione fatte dal reve­rendo monsignor Antonio Albergato vicario genera­le, il 20 Giugno 1601, che egli ha regolarmente presentato; ha poi preso possesso il giorno 24 del­lo stesso mese e anno.

Serve in chiesa un ragazzo laico di dodici anni, senza che si sia chiesta facoltà al Vicario generale, senza cotta, vestito indecentemente, a piedi nudi, con grande irriverenza per così grande sacrificio.

 

LE ANIME E IL POPOLO

Coloro che sono in età di ricevere il sacramento dell'Eucaristia, di ambo i sessi, sono 309; comples­sivamente gli abitanti sono 450.

La cura d'anime affidata al Viceparroco di questa Chiesa è facile, poiché non vi sono cascinali o frazioni lontane dalla stessa Vicinanza di Laorca.

Non c'è il Libro per elencare i morti. Il Viceparroco per i funerali e le esequie percepisce 20 soldi. Ogni volta che si fa [il funerale] il Prevosto riceve un emolumento doppio; però se per  qualche impedimento il Prevosto  non può partecipare, allora il Viceparroco guida il funerale.

Tutti coloro che possono ricevere l’Eucaristia hanno soddisfatto il precetto della Chiesa.

Non vi è alcun concubinario. Nessun usuraio. Nessun bestemmiatore.

Non vi sono meretrici pubbliche. Non vi sono assassini.

Non vi sono coniugi separati né conviventi.

Nessuno che abbia contratto matrimonio in grado proibito dalle leggi.

Nessuno è dedito a superstizioni, a venefici o ad arti magiche.

Nessuno che si comporti senza riverenza in Chiesa. Nessuno che sia solito profanare  i giorni festivi con opere servili, con balli, con gazzarre, festini o cose del genere.

Non vi sono giocatori di dadi o d’azzardo e che abusino delle loro case per questi giochi.

Osti: Martino Bellavita, Andrea Mazzucconi, Francesco Crotta, Bernardino Cima.

Non vi è nessun medico. Nessun chirurgo. Nessun notaio.

Maestro è il Vice parroco.

Uomini adatti a esercitare opere pie: Bernardino Crotta, Andrea Poli, Costantino Mazzucconi e Antonio Nicolini.

I padri di famiglia sono 63, i poveri sono 10.

Le vedove sono 21.

Gli orfani sono 8.