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Dalle preghiere fin qui raccolte, si possono ipotizzare delle semplici impressioni sulla formazione delle coscienze da parte
dei pastori d’anime o perlomeno sembrano affiorare delle profonde lacune nella formazione spirituale dei cristiani. La prima: una assenza della lode a Dio all’inizio della giornata.
È pur vero che tra le preghiere ufficiali era posto in prima riga il “Vi adoro” del mattino, [sempre al plurale e mai al singolare perché sarebbe stata una mancanza di rispetto], ma se vi troviamo scarsità di formule, ciò significa che la preghiera popolare non è stata capace di inventare una ricchezza di formule come per la sera.
È pur vero che la messa del mattino alle 5 o alle 5.30 aveva una presenza di fedeli che noi non ci sogniamo neppure per la Messa vespertina, ma anche questo incontro mattutino era segnato da due preghiere fondamentali durante la stessa celebrazione eucaristica in lingua latina: la recita del S. Rosario e la preparazione alla S. Comunione in forma comunitaria che avveniva al termine della Messa stessa. Gli stessi organismi religiosi, non monastici, prevedevano ogni giorno una serie di tridui, novene ed ottave che avevano per oggetto la devozione ai Santi; basterebbe consultare la “Filotea del buon cristiano”.
Un richiamo ricorrente, sempre, al mattino, da parte della mamma, prima di uscire di casa era questa: “Et fàa ul segna de la Santa Crus?”. La vera educazione alle “Lodi” a Dio è il dono del Concilio Vaticano secondo.. Per questo ancora oggi facciamo tanta fatica nell’educare i cristiani ad alzare gli occhi al cielo per ringraziare il Padre per il dono di una nuova giornata. |